Le isole Bisentina e Martana nel lago di Bolsena viste da una riva erbosa, con le colline sullo sfondo
Isole Bisentina e Martana, lago di Bolsena — foto: Albarubescens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Guardando il lago di Bolsena da una delle sue rive, con le colline dolci tutt'intorno e l'acqua che cambia colore con il cielo, è difficile immaginare che questo paesaggio sia nato dal fuoco. Eppure il lago occupa una grande depressione vulcanica, frutto di un'attività che per lunghi periodi ha modellato tutta la Tuscia. Conoscere questa storia aiuta a leggere il territorio con occhi nuovi: la forma quasi circolare del bacino, le isole, le rocce scure che affiorano qua e là, perfino la fertilità dei campi che si coltivano sulle sue sponde.

I Monti Volsini e la caldera

Il lago di Bolsena è considerato il più grande lago di origine vulcanica d'Europa. Si trova al centro del distretto vulcanico dei Monti Volsini, un insieme di apparati che è stato attivo per centinaia di migliaia di anni. Secondo la ricostruzione dei geologi, dopo le grandi eruzioni lo svuotamento delle camere magmatiche sotterranee provocò lo sprofondamento del terreno sovrastante: si formò così una vasta conca, una caldera, che col tempo si riempì d'acqua piovana e di sorgenti. Le stime sull'età variano a seconda degli studi, ma si parla comunque di alcune centinaia di migliaia di anni.

Il distretto non si esaurisce nel lago. A occidente si riconosce la caldera di Latera, un'altra grande depressione vulcanica; a sud-est, il colle su cui sorge Montefiascone corrisponde a un apparato più piccolo, sul bordo del bacino. Le colline che fanno da cornice al lago sono, in buona parte, ciò che resta di quell'antico paesaggio di crateri e colate. La profondità massima del lago supera i centocinquanta metri, e la superficie si estende per oltre cento chilometri quadrati: numeri che danno la misura di quanto sia stato imponente il fenomeno che l'ha generato.

Le tracce del vulcano intorno a Bolsena

Le testimonianze dell'origine vulcanica si vedono anche camminando. Nei dintorni di Bolsena, lungo la Via Cassia, si trova il monumento naturale delle Pietre Lanciate, una parete di prismi di roccia lavica dalla forma regolare, che si sono formati durante il lento raffreddamento di una colata. Il nome popolare nasce dall'impressione che quei blocchi allungati siano stati scagliati lì da una forza misteriosa. Più in generale, i materiali vulcanici come il tufo e il peperino sono la pietra con cui sono stati costruiti molti borghi della Tuscia, e danno ai centri storici quei toni grigi e bruni così riconoscibili. Anche la Rocca Monaldeschi, che domina Bolsena, è fatta di pietra di questa terra.

Il suolo vulcanico, ricco di minerali, spiega inoltre la vocazione agricola della zona: vigneti, oliveti e orti si alternano sulle pendici che scendono verso l'acqua, regalando quel mosaico di colori che si ammira dall'alto.

Consiglio pratico: per cogliere la forma della caldera, cercate un punto panoramico in alto, per esempio salendo verso Montefiascone o lungo le strade collinari intorno al lago, in una giornata limpida. Le visite alle isole sono possibili solo in determinati periodi e con operatori autorizzati: informatevi sui canali ufficiali.

Le isole Bisentina e Martana

Nel lago emergono due isole, anch'esse legate all'attività vulcanica. La Bisentina, la più grande, si trova nella parte sud-occidentale, di fronte a Capodimonte, ed è legata alla storia della famiglia Farnese, che vi fece costruire edifici religiosi, tra cui una chiesa rinascimentale. La Martana, più piccola e dal profilo a mezzaluna, si trova di fronte a Marta ed è entrata nella leggenda come luogo di prigionia della regina gota Amalasunta, che secondo le fonti antiche vi fu uccisa nel VI secolo. Entrambe le isole sono di proprietà privata: le visite, quando sono consentite, si svolgono solo secondo le regole stabilite dai proprietari e dagli operatori autorizzati.

Il Marta, l'unico emissario

Il lago riceve l'acqua soprattutto da piogge e sorgenti sotterranee, ma ha un solo emissario: il fiume Marta, che esce dal bacino presso l'omonimo paese, sulla sponda meridionale, e scorre verso sud-ovest fino al Mar Tirreno, sfociando nei pressi di Tarquinia. Proprio perché l'acqua si rinnova lentamente, il lago è un ecosistema delicato, che richiede attenzione da parte di chi lo vive e di chi lo visita.

Soggiornare a Bolsena significa abitare per qualche giorno sul bordo di questa antica caldera. Da CasaLu Bolsena, l'appartamento al piano terra alle spalle del Castello, il lungolago è a breve distanza: scendere verso l'acqua, sapendo da dove viene, rende ogni passeggiata un piccolo viaggio nella storia della terra.

Dormire sul bordo di un'antica caldera

Da CasaLu Bolsena il lungolago è a breve distanza e il lago vulcanico si scopre a piedi o in auto. Scriveteci per le vostre date.