La Macchina di Santa Rosa, alta torre bianca decorata con statue e guglie, montata in largo Facchini di Santa Rosa a Viterbo
Macchina di Santa Rosa, Viterbo — foto: Dietrich Kuhlgatz · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A Viterbo il 3 settembre non è un giorno come gli altri. Quando cala la sera, le luci delle strade si spengono e nel buio del centro storico si accende una torre altissima, fatta di luci, statue e decorazioni, che avanza lentamente sulle spalle di un centinaio di uomini. È il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, la festa più sentita della città e una tradizione che colpisce chiunque la veda per la prima volta. Da Bolsena Viterbo si raggiunge in auto in giornata, e per chi soggiorna sul lago all'inizio di settembre è un'occasione da mettere in calendario con un po' di anticipo.

Una santa e un voto lungo secoli

Rosa visse a Viterbo nel Duecento e morì giovanissima, nel 1251. Pochi anni dopo, nel 1258, il suo corpo fu traslato per volontà di papa Alessandro IV nella chiesa che oggi porta il suo nome e che custodisce le sue spoglie. Il Trasporto della Macchina ricorda quella traslazione: dai baldacchini portati in processione nei secoli passati si è arrivati, nel tempo, a una struttura sempre più alta e complessa, che oggi raggiunge l'altezza di un edificio di parecchi piani e pesa diverse tonnellate.

La Macchina non è sempre la stessa. Periodicamente il Comune bandisce un concorso e viene scelto un nuovo progetto, che resta in uso per alcuni anni. Ogni modello ha il suo nome e il suo stile, e i viterbesi li ricordano come si ricordano le stagioni della propria vita. Nei giorni che precedono il Trasporto la Macchina si può vedere montata e ferma, e spesso è esposta anche in altri periodi dell'anno: vale la pena informarsi, perché vederla da vicino alla luce del giorno aiuta a capire che cosa significhi sollevarla.

I facchini e il percorso

I protagonisti della serata sono i facchini di Santa Rosa, vestiti di bianco con una fascia rossa in vita. Sono riuniti in un sodalizio e vengono selezionati con prove di portata: reggere la Macchina richiede forza, ma soprattutto coordinazione e fiducia reciproca. Il percorso, poco più di un chilometro, parte da piazza San Sisto, vicino a Porta Romana, attraversa il centro passando per alcune delle piazze principali e si conclude con l'ultima salita, ripida, che porta al santuario di Santa Rosa. Lungo il tragitto sono previste alcune soste, segnate anche da targhe nel selciato.

Il momento più emozionante è l'avvio. Il capofacchino dà il comando con cui gli uomini sollevano la Macchina e la tengono ferma sulle spalle, poi la torre parte tra gli applausi. Ad ogni ripartenza la piazza tace, e si sente soltanto la voce di chi guida. Quando la Macchina affronta l'ultima salita, il pubblico accompagna i facchini con un incitamento continuo, e l'arrivo davanti al santuario chiude la serata in un'esplosione di festa.

Consiglio pratico: la sera del 3 settembre il centro di Viterbo è molto affollato e la circolazione viene modificata. Conviene arrivare nel pomeriggio, parcheggiare fuori dalle mura e scegliere presto un punto lungo il percorso; orari, chiusure e informazioni su eventuali posti a sedere vanno verificati sui canali ufficiali del Comune di Viterbo e del Sodalizio dei Facchini.

Un patrimonio dell'umanità

Nel dicembre del 2013 l'UNESCO ha iscritto la Rete delle grandi macchine a spalla italiane nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Insieme a Viterbo ne fanno parte la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Discesa dei Candelieri di Sassari: feste diverse, accomunate dall'idea di una comunità che porta letteralmente sulle spalle il proprio simbolo. Il riconoscimento non riguarda un oggetto, ma un sapere: il modo di costruire, provare e trasportare la Macchina, e il legame che questa tradizione crea tra le generazioni.

Da Bolsena a Viterbo per una sera

Organizzare la serata partendo dal lago è semplice se si gioca d'anticipo. Si può dedicare il pomeriggio a una passeggiata nel quartiere medievale di San Pellegrino o nella piazza del Duomo, cenare in città e poi prendere posto per il Trasporto. A fine serata si rientra a Bolsena in auto, ricordando che il deflusso dal centro richiede pazienza. Chi alloggia a CasaLu Bolsena può contare sul parcheggio sterrato gratuito a circa cento metri dalla casa, comodo per rientrare a tarda ora senza girare a lungo. Le date sono fisse, il 3 settembre di ogni anno, ma il programma dettagliato delle celebrazioni dei giorni precedenti cambia: per gli aggiornamenti il riferimento restano il Comune di Viterbo e il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

Fine estate sul lago, con una serata a Viterbo

Inizio settembre è un buon momento per Bolsena: il lago è ancora tiepido e Viterbo si raggiunge in auto per la sera del Trasporto. CasaLu Bolsena vi aspetta nel centro storico, con parcheggio gratuito a circa cento metri.