La grotta di Santa Cristina a Bolsena addobbata con ortensie, gladioli e lumini rossi durante la festa della santa
Grotta di Santa Cristina addobbata per la festa, Bolsena — foto: FredSeiller · CC0 · Wikimedia Commons

C'è una sera d'estate in cui Bolsena smette di essere soltanto un borgo affacciato sul lago e diventa un palcoscenico. Ogni anno, tra il 23 e il 24 luglio, la festa patronale di Santa Cristina riempie il centro storico di gente, candele e silenzio. Il cuore della festa sono i Misteri: quadri viventi in cui gli abitanti del paese, in costume, ricompongono le scene del martirio della santa. Non recitano e non parlano: restano immobili, come statue, mentre la processione passa davanti a loro. È uno spettacolo antico, che appartiene alla tradizione del dramma sacro e che a Bolsena si tramanda di generazione in generazione.

Chi era Cristina

Secondo la tradizione Cristina era una ragazza di Volsinii, la città romana di cui oggi restano gli scavi alle porte del paese. Figlia di un magistrato, si sarebbe convertita al cristianesimo e per questo sarebbe stata sottoposta dal padre e dai suoi successori a una lunga serie di supplizi. Il più celebre racconta che venne gettata nel lago con una macina legata al collo, e che la pietra, invece di trascinarla a fondo, la riportò a riva. Per questo la santa è considerata anche protettrice dei mugnai. La leggenda si è sedimentata nei secoli intorno alla grotta in cui la tradizione colloca la sua sepoltura, oggi parte del complesso della basilica di Santa Cristina, lo stesso luogo legato al miracolo eucaristico del 1263.

I Misteri mettono in scena proprio questi episodi: la ruota, il fuoco, le frecce, la prigionia, il lago. Sono dieci quadri in tutto, i Dieci Misteri, e ognuno ha la sua scenografia e i suoi costumi. A interpretare i personaggi sono gli abitanti di Bolsena, e anche il ruolo della santa è affidato a ragazze del paese.

Come si svolge la festa

La sera del 23 luglio la statua della santa esce dalla basilica e viene portata in processione fino alla chiesa del Santissimo Salvatore, nella parte alta del centro storico. Lungo il percorso il corteo attraversa le piazze del paese, dove su palchi di legno sono allestiti i primi cinque Misteri. Quando la statua arriva davanti a ogni palco, la scena si "accende": i figuranti sono già in posa e restano fermi, mentre il pubblico osserva in un silenzio che sorprende chi non c'è mai stato. La mattina del 24 luglio, giorno della festa liturgica, la statua compie il percorso inverso per tornare alla basilica, e lungo la strada si incontrano gli altri cinque quadri.

Il contrasto tra le due giornate è parte del fascino. La sera la luce artificiale e le candele rendono i quadri quasi pittorici, con le pietre scure delle case sullo sfondo. Al mattino la luce del sole mostra la cura dei costumi e dei dettagli, e il paese ha un'aria più raccolta e familiare. Intorno alla processione si muove la vita della festa: le bancarelle, le famiglie che si ritrovano, i balconi addobbati.

Consiglio pratico: nelle sere della festa il centro storico è molto frequentato e alcune strade possono essere chiuse al traffico. Conviene arrivare con anticipo, lasciare l'auto prima di salire in paese e muoversi a piedi; orari e percorso esatto della processione vanno verificati di anno in anno sui canali ufficiali del Comune e della parrocchia.

Vivere i Misteri da vicino

Per godersi i quadri senza fretta il segreto è scegliere un punto lungo il percorso e lasciare che sia la processione a passare, invece di inseguirla. Le piazze sono piccole e si riempiono in fretta, quindi chi preferisce stare tranquillo può vedere uno o due Misteri la sera e completare il giro la mattina dopo, con meno folla. È buona educazione non usare il flash sui figuranti e mantenere il silenzio quando la statua si ferma davanti ai palchi: l'immobilità richiede concentrazione, soprattutto ai più giovani.

Chi soggiorna a CasaLu Bolsena si trova già nel centro storico, alle spalle della Rocca Monaldeschi: si esce di casa e si è dentro la festa, e a fine serata si rientra a piedi senza preoccuparsi di parcheggi o rientri in auto. Anche il lungolago è a breve distanza, utile per una passeggiata nelle ore più calde, prima che il paese si animi.

Una festa che racconta il paese

Al di là dell'aspetto devozionale, i Misteri sono un ritratto di Bolsena. Dietro ogni quadro ci sono settimane di preparazione, sarti, falegnami, famiglie che conservano costumi e attrezzi di scena da un anno all'altro. Per chi viene da fuori è un modo raro di vedere una comunità intera lavorare insieme a qualcosa che non è pensato per i turisti, ma che i turisti sono benvenuti a guardare. Il programma completo, con gli orari delle celebrazioni e delle processioni, viene pubblicato ogni anno dal Comune di Bolsena e dalla parrocchia di Santa Cristina: sono quelli i canali da consultare prima di partire.

Dormire nel centro storico durante la festa di Santa Cristina

CasaLu Bolsena è un appartamento al piano terra alle spalle della Rocca: durante i Misteri si esce di casa e si è subito tra le piazze della festa. Scriveteci su WhatsApp per verificare la disponibilità a fine luglio.